Precisazioni sulla psicoterapia

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Premessa

E’ frequente ancora oggi che una persona che voglia fare psicoterapia usi l’espressione:  “vado dallo psicologo”.

Un’espressione corretta solo in parte, perché è vero che distingue il laureato in psicologia dal laureato in medicina, ma  insinua la convinzione assolutamente errata che lo psicologo possa fare psicoterapia.
Per avere un trattamento psicoterapeutico si va esclusivamente dallo psicoterapeuta.

La necessità di chiedere consigli

Un’altra idea che si sta diffondendo è che lo psicoterapeuta sia una specie di consigliere, qualcosa di un po’ più raffinato del cartomante o dell’astrologo e di più libero di un religioso. Insomma un professionista pronto a dispensare pillole di suggerimenti più o meno giusti per ogni occasione.
Per fortuna non è così, ovvero è parziallmente così solo nelle forme di psicoterapia cognitivo comportamentali, ma mai in quelle psicodinamiche.

In altra parte del blog spiego la differenza tra le due principali forme di psicoterapia.
Adesso provo a chiarire la differenza tra psicologo  e psicoterapeuta.

Intanto vadetto che in Italia chi si laurea in psicologia non è detto che scelga l’indirizzo clinico, che sarebbe il più adatto per fare colloqui e consulenza.
La legge però, e l’ordine, permettono che resti la confusione che c’è, anche se è chiaro che disorienta l’utente.
Parliamo dunque di psicoterapia.
La psicoterapia serve per fornire gli strumenti psicologici da utilizzare per far fronte a sintomi, a comportamenti distorti, a conflitti dolorosi, a situazioni fortemente problematiche.
Lo psicoterapeuta utilizza metodi diversi, a seconda della scuola di specializzazione che ha frequentato. Ma l’obiettivo psicoterapeutico è molto simile con i vari metodi: riportare la persona alla sua forza naturale, capace di superare gli ostacoli con il maggior equilibrio possibile e tendere ad essere soddisfatta della propria vita.
Sia quando fornisce dei modelli per correggere schemi di pensiero o  comportamenti, sia quando aiuta ritrovare, analizzare e ricostruire la personalità ferita, la psicoterapia è fatta di strumenti che rinforzano il soggetto perché sappia agire correttamente.

A volte dispiace molto dover negare un consiglio ad un paziente, un po’ come dispiace a volte non comprare le caramelle ad un  bimbo, ma se si è coscienti del danno che si procura ci si fa forza e si cercano strade alternative.  Si possono e si devono sempre cercare strade che portino il paziente a trovare da se stesso la soluzione giusta.
E’ questa la funzione guaritrice e formatrice e  della psicoterapia.

E’ possibile la Psicoterapia on-line?

Oggi dico che è possicbile una forma di psicoterapia a distanza, con determinate regole che riproducano il legame necessario a permettere delle modifiche sostenziali. Ho sperimentato alcune forme di colloqui, col telefono, con skype, tramite e-mail. Ho usato l’utilizzo della posta elettronica per completare fasi di autoanalisi. sono arrivato aalla conclusione, provvisoria, che in ogni caso si tratta di riflessioni che il paziente può fare sapendo di essere seguito, diciamo ascoltato, ma senza che il rapporto si trasformi in colloquio virtuale. Ho ancora qualche dubbio sul tipo di legame che si forma, ma forse questo è un limite di chi, come me, è abituato ad una ben precisa situazione affettiva, ad un transfert/controtransfert basato sulla presenza, sulla voce, sull’energia che c’è nel luogo in cui analista e paziente s’incontrano.
Ma ho visto che si possono ottenere risultati anche con questo tipo di setting.

Oggi, in tempi di coronavirus per esempio, le sedute che faccio sono quasi tutte on-line.  Restano abbastanza valide le premesse, ma questa nuova esperienza cambia un po’ il modo di viverla.

E allora i consigli a chi vanno chiesti?

Chiunque abbia esperienza, laicità e serenità può dare consigli. Ripeto: esperienza, laicità e soprattutto serenità. Li possono dare anche uno psicologo e uno psicoterapeuta, purché fuori dall’incarico della psicoterapia, in uno degli altri ruoli possibili. Li possono dare un medico, un docente, insomma tutti i soggetti che ricevendo spesso le confidenze di molte altre persone hanno una visione più ampia della vita. Poiché siano laici, cioè liberi da interessi ideologici, religiosi, politici eccetera. Poi ci sono gli amici e  le amiche ma non sempre riescono ad essere neutrali, anzi, spesso sono in qualche modo interessate quindi, senza volerlo, parlano inconsciamente per un loro obiettivo.
Ma pazienza, in fondo un consiglio non è un ordine né una ricetta. Quello che è più importante è non essere dipendenti da chi consiglia.  

Il problema della dipendenza

Come detto prima il problema che va evitato in ogni caso è quello della dipendenza. La maggior parte di persone che chiedono consigli in sede di psicoterapia e analisi non hanno alcuna spinta (inconscia) a seguire le indicazioni ricevute. A volte non finiscono neanche la domanda che già si stanno dando la risposta, altre volte mostrano di essere soddisfatte salvo rimuovere le soluzioni ancor prima della fine della seduta. Se ne deduce che la richiesta non ha quasi mai valore per il suo contenuto ma ne ha soprattutto per il significato simbolico. Tradotto significa che il paziente che chiede (ripetutamente) consigli tenta di stabilire un rapporto di dipendenza, tipo figlio piccolo – genitore e quando lo psicoterapeuta o analista accettasse (ripetutamente) sarebbe come se si mettesse nel ruolo del genitore di un figlio piccolo.
La psicoanalisi ha l’obiettivo di partire da una dipendenza, che nell’infanzia del paziente era stata gestita senza equilibrio,  e portare la persona alla libertà di esprimersi secondo la propria tendenza naturale. Ovvero all’indipendenza equilibrata.

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