Psicoanalisi del “Grazie”

Uno dei motivi che rendono la psicoanalisi più affascinante ai miei occhi è la possibilità di conoscere molto profondamente una persona, partendo da un dettaglio qualunque.
Da un “grazie” per esempio.
E’ la forza delle catene associative, che uniscono con precisione i momenti della vita coscienti con le emozioni inconsce: schegge rimosse ma vive, che tentano di emergere come bolle gassose, condizionando tutta la vita.
Il primo esempio che mi viene in mente per descrivere il valore del “grazie” è il rapporto tra una nuora e una suocera.
Il quadro.
Margherita, suocera, ha un marito che ha trovato un ottimo rapporto affettivo con la sua cagnetta; possiede un figlio e qualche volta si accorge di avere avuto anche una figlia, tre anni dopo.
Marina, nuora, ha un fratello più grande di due anni e un padre che li ha lasciati molto presto in semi miseria, per seguire un’illusione.
Salto la maggior parte dei dettagli che descrivono la lotta continua tra suocera e nuora, ma dico che le due donne hanno una fantasia incredibile nel mettere trappole una per l’altra.
Quando sembra che arrivino ai ferri corti si accorgono del bisogno reciproco di stare unite e firmano l’armistizio con zucchero e miele.
Resta un ostacolo.
La suocera dice di fare tantissimo per aiutare la nuora a tenere il bambino eccetera e pretende un riconoscimento minimo, per esempio un semplice “grazie”.
La nuora, a sua volta, trova ogni scusa per evitare quella che chiama una pretesa assurda, giacché tenere il bimbo sarebbe per la suocera un vero piacere, non un peso come dice. Tanto più che come alternativa passerebbe il tempo con un marito che gli preferisce la cagnetta.
La discussione dura da anni e sarebbe forse stata interminabile se la nuora non fosse venuta in analisi e non avesse accettato di risalire all’origine più antica del suo rifiuto.
E la suocera?
Beh, non si può obbligare una persona ormai anziana a fare lo stesso, ma se un elemento della coppia decide di fare un cambiamento anche l’altro sarà portato a cambiare, tanto o poco.
In breve.
Un grazie contiene la voglia di passare dal risentimento più antico, per il male che possiamo aver ricevuto, alla riconoscenza che nel presente dobbiamo a persone che ci vogliono bene.
Il fatto che queste persone possano rappresentare le precedenti, per esempio che la suocera rappresenti la madre, può essere cancellato da un semplice “grazie” che ci riporta nella realtà.
Una realtà in cui possiamo essere più protagonisti di prima.

 


covid-19

Mentre continuo la pubblicazione degli articoli ricordo che in questo momento abbiamo ancora tutti un dovere: sconfiggere definitivamente il covid 19 per evitare la diffusione del virus.

Siamo stati bravi finora e abbiamo imparato come si fa: continuiamo ad usare tutte le precauzioni necessarie, pensando a noi stessi e alle persone che amiamo.

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Il mio studio ha ripreso le sedute individuali in presenza, ovviamente con le dovute precauzioni: mascherina disifettante e distanza.

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Oltre a me, sono a disposizione le psicologhe-psicoterapeute.
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