I maschi più equilibrati e felici fanno i lavori di casa

Tempo di quarantena: volendo consolarci, ecco uno dei vantaggi che potremmo avere.
Uno studio non recentissimo ma sempre valido, dell’università di Umea in Svezia, dimostra che le faccende domestiche rendono i maschi più forti rispetto a squilibri psicologici, tipo gli attacchi d’ansia, più allegri e più propensi alla concentrazione.
Il principio è semplice ma vale la pena ricordarlo nella sua logica e nella sua completezza.
L’inattività, o l’attività monotona, impediscono che la persona scarichi adeguatamente le frustrazioni inevitabili della vita.
Per intenderci meglio, le frustrazioni che derivano dalla differenza tra i desideri, oggi sempre più numerosi e provocati, e la loro realizzazione immediata, si accumulano nella psiche in modo automatico e inconscio.
Se la persona ha la tendenza e l’abitudine di prendersi un tempo giornaliero, o quasi, per capire se è sufficientemente e profondamente felice tutto fila liscio, perché può intervenire prima di provocare accumuli negativi nella sua psiche.
Si tratta in questo caso di una persona con tendenza naturale alla riflessione e che ha allenato questa tendenza con una buona pratica psicoanalitica.
Ma se la persona permette al proprio lavoro di assorbirla troppo, non trova più il tempo per se stessa, allora rischia davvero di rimanere bloccata in una depressione strisciante, di cui non si accorge finché proprio non gli procura danni relazionali evidenti.
A questo punto deve augurarsi che sia sufficiente una buona psicoterapia.
Soprattutto se il suo lavoro è ripetitivo, impegnativo, assorbente tanto da rubargli pian piano il tempo che dovrebbe dedicare agli affetti.
In questo contesto diventa importante rompere il famoso e deleterio contratto con il divano del dopo lavoro.
Arrivare a casa con la voglia di partecipare attivamente al mantenimento di un ambiente piacevole impedisce la chiusura depressiva.
Cantare, suonare, ascoltare musica, far da mangiare se serve, o aiutare a farlo, giocare, fare e ricevere un massaggio quando è possibile; evitare di chiudersi davanti al computer mentre il partner sbuffa per i tanti impegni di casa: tutto questo aiuta assolutamente a restare o diventare più equilibrati, cioè più felici.
Poi ovviamente, se non c’è un partner vi siete comunque sentiti vivi e padroni del vostro ambiente, potete essere orgogliosi di voi stessi e potete terminare la vostra giornata nel modo più piacevole.
Se c’è un partner, potete finire con lui o lei la giornata, nel miglior modo possibile.
Se avrete fatto le cose insieme, magari superando qualche piccolo scazzo, dormirete meglio e i vostri sogni potranno fare il loro bel lavoro di digestione dei problemi ancora irrisolti.
Così dice la ricerca e così dice la logica.
Il resto è un augurio, il migliore che rivolgo a tutti in questi giorni.

 


covid-19

Mentre continuo la pubblicazione degli articoli ricordo che in questo momento particolare abbiamo tutti un dovere: sconfiggere il covid 19 per evitare l’intasamento degli ospedali.

Se non è veramente necessario uscire, restiamo a casa a fare le cose che ci piacciono di più (o che non facciamo da tempo) e ricordiamoci che possiamo restare connessi con tutti.

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Oltre a me, sono a disposizione le psicologhe-psicoterapeute.
d.ssa Susanna Giovanazzi
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