La comunicazione proiettiva

In pochi anni si è sviluppata una comunicazione molto distante da quella umanistica europea.
Siamo passati dalla bellezza del pensiero elaborato, che allena la mente ad essere elastica per espandersi, alla praticità del messaggio grezzo che non chiede alcuno sforzo per essere recepito.
E’ la vittoria della scuola americana del marketing: parlare e scrivere in modo che capiscano subito “anche” i meno istruiti.
Efficace.
Peccato che col tempo la congiunzione “anche” si sia persa.
La questione è seria, visto che si è passati ad una comunicazione fatta “solo” per i meno istruiti.
In teoria i più colti non avrebbero difficoltà a leggere testi più semplici, ma, ma, ma. Ci sono diverse complicazioni.
Dal punto di vista biologico, l’essere vivente cerca sempre la strada più breve e comoda per raggiungere il suo obiettivo, dunque l’istinto porterebbe tutti al linguaggio grezzo, che non richieda passaggi logici complicati.
Anche chi avesse già raggiunto un alto livello di studi sarebbe automaticamente portato a seguire la strada più corta, quindi a regredire.
Senza accorgersene inizierebbe a fare quello che fa la maggioranza di persone.
Difficilmente avrebbe la possibilità di riflettere su un punto basilare.
L’essere umano è riuscito a sviluppare la propria intelligenza, ponendosi dei problemi sempre più complessi e cercando di risolverli.
Pensiero, parola e scrittura sono strettamente uniti: se si semplifica uno in automatico si semplificano gli altri due.
Il risultato è certamente positivo per chi vuole vendere un prodotto ad un consumatore finale: un cliente che vuole sapere solo il prezzo, magari la firma e lo status che gli procura. Quando il massimo della complicazione è leggere una scheda tecnica, di cui basta recepire i dati principali non ci vuole una laurea.
Al contrario, sarebbe complicato, per un venditore, spiegare i veri motivi che hanno spinto l’industria a scegliere quei materiali, stabilire le ore lavorative, il luogo della costruzione e ognuno degli altri mille dettagli che formano il prezzo finale.
C’è poi un aspetto socio-politico: è ritenuto più facile convincere le persone con minore capacità critica.
Quello che oggi viene chiamato populismo non è altro che l’attuazione del principio che coltiva l’ignoranza del popolo.
Si promette di soddisfare quei bisogni essenziali che emergono dalle ricerche di mercato, senza preoccuparsi della loro reale utilità e fattibilità sociale.
Non è un principio nuovo, “panem et circenses” era già un motto degli imperatori romani, ma i mezzi di diffusione attuali l’hanno velocizzato e ingigantito fino a renderlo un problema.
Infine, c’è un aspetto psicologico ben spiegato dalla psicoanalisi: il meccanismo di difesa della proiezione.
Un meccanismo psichico, automatico e spesso inconscio, che cerca di proteggere la persona dalle proprie angosce proiettandole su elementi esterni.  Si tratta di un tentativo, illusoriamente facile, di assumerne il controllo.
La proiezione è usatissima oggi. Forse la è sempre stata ma oggi è molto più visibile, e abusata, proprio a causa dei nuovi media.
Riflettere su di sé è diventato difficile anche per gli psicologi, non avvezzi, per la maggior parte, ad analizzare e correggere le proprie nevrosi. Ma di questo ho già trattato e tratterò in seguito.
Oggi termino con l’ultimo aforisma che ho scritto.

“Se stai per dare utili consigli
mettine prima da parte uno, per te.
Sarà il più prezioso”

Alfredo Rapaggi

 


ON-LINE

Lo studio “Mosaico Psicologie” ha ripreso le sedute individuali e di gruppo in presenza.

Per chi lo desidera, inoltre, continua e rinforza ANCHE  l’attività a distanza, tramite telefonate o videochiamate

Oltre a me, sono a disposizione le psicologhe-psicoterapeute.
d.ssa Susanna Giovanazzi
d.ssa Milly Giulia Ronzani

 


Per richiedere una consulenza o una diagnosi:


Segreteria centrale Bologna
Tel. 051.8490978 – Via Volturno, 7
e-mail: arapaggi@gmail.com – picomosaico@outlook.it

 

 

Lascia un commento