La follia quantica degli umani

Tra i giganti della tecnologia attuale la lotta per il primato è diventata una specie di febbre simile a quella dell’oro.
Ma le conseguenze sono molto più serie.
Il loro obiettivo attuale è quello di rendere fruibile, a scopo domestico, l’intelligenza artificiale basata sulla meccanica quantistica. 
Un mostro capace di risolvere problemi un milione di volte più complessi (e oltre) rispetto a quelli risolvibili con i super computer attuali.
Per i dettagli v’invito a cercare tra i tanti webinar presenti in rete, io sono uno psicoterapeuta, più precisamente uno psicoanalista che si preoccupa di mantenere in equilibrio le persone, il più possibile.
Qualche giorno fa la Microsoft ha presentato il suo nuovo chip Majorana one, in omaggio al grande genio italiano della fisica.  La spiegazione dell’entusiasmo che ha suscitato la notizia sta nel fatto che il nuovo chip funziona sul principio della meccanica quantistica, cioè, può esaminare CONTEMPORANEAMENTE ipotesi diverse anziché un’ipotesi alla volta.
E non è più solo un’idea, una semplice affascinante teoria come altre.
I computer passeranno davvero dal metodo binario, 0 oppure 1, al metodo plurimo che considera tutte le possibilità comprese tra 0 e 1: se riusciamo a immaginare quanti elementi passano tra 0 e 1 capiamo che si tratta di una vera rivoluzione.
L’essere umano ha la certezza di aver costruito un meccanismo di calcolo molto più potente del proprio cervello.
Contenti?
Purché ci rendiamo conto di ciò che significa.
E’ chiaro che il nostro attuale potere consiste nel gestire le macchine, averne la proprietà, conoscerne il funzionamento e staccare o attaccare una spina. 
Ci fa piacere saperlo, giusto?
Si, se la gestione sarà nelle mani di persone positive. No, se i primi a prenderne possesso saranno i delinquenti.
L’annosa lotta tra bene e male sarà sempre più difficile.
Ognuno di noi, inevitabilmente, rinforzerà quei meccanismi di difesa inconsci che lo desensibilizzano, con il rischio di avvicinarsi alla freddezza e alla durezza del cinismo.
E’ questo che può succedere quando dobbiamo affrontare situazioni troppo emotivamente importanti per la nostra sensibilità.
E poi, chi dice che un computer con la potenza quantica non sia in grado di autogestirsi anche disubbidendo a comandi iniziali?
La fantascienza sta diventando vecchia, è ora di considerare la nuova realtà in modo da prepararci ad affrontarla.
Col cuore, dobbiamo farlo col cuore, perché davvero non possiamo vivere in un mondo cinico, dove può succedere di tutto senza che qualcuno si scandalizzi e si ribelli.
Dobbiamo ricorrere alle nostre emozioni più vere, dobbiamo assolutamente salvare almeno quelle e dobbiamo credere che almeno quelle riescano a salvarci dal vero grande pericolo del cervello artificiale: il cinismo, con le sue finte emozioni e le sue facili illusioni.
Siamo imperfetti, d’accordo, facciamo errori d’ogni tipo, è vero, ma restiamo esseri umani per favore.
Prendiamone coscienza e cerchiamo di migliorarci in tutto, prima che i cervelli artificiali prendano davvero il sopravvento.

Alfredo Rapaggi

 

 

Lascia un commento